Universitari, un pomeriggio di meditazioni condivise

 

«Una bellissima esperienza da rifare e da condividere con tutti; esattamente è ciò di cui noi giovani abbiamo bisogno per crescere nella fede». Esther, 24 anni, studentessa in Economia e Managment, commenta a caldo l’atteso appuntamento del ritiro di Avvento organizzato dalla pastorale universitaria di Firenze, dal tema «Riconoscere la luce là dove c’è», che si è tenuto domenica 29 novembre. Nonostante l’impossibilità di riunirsi fisicamente, siamo stati guidati da due video-meditazioni preparate da sr. Fabrizia Giacobbe della congregazione domenicana Unione S. Tommaso D’Aquino di Firenze, che ognuno ha ascoltato nella propria casa, tra la giornata di sabato e di domenica, per poi, nel pomeriggio della domenica, ritrovarsi in modalità online per un momento di condivisione sulla preghiera personale vissuta.

«In questo tempo di attesa -continua Esther- siamo chiamati a vivere una conversione dello sguardo, per riscoprire quell’atteggiamento contemplativo, per vivere la nostra vita con amore».

«In un momento così particolare della nostra storia -confessa Tatiana, 25 anni, lavoratrice – è bello e confortante sapere che “Dio è la luce che vince le tenebre, la vita che vince la morte”. Questa esperienza, guidata dalle riflessioni di sr. Fabrizia, ci ha dato l’opportunità di riflettere ed individuare quali sono le ricchezze e “le luci” della nostra vita.»

Anche Ileana, 22 anni, studentessa in scienze internazionali e diplomatiche, racconta: «Per essere figlia della luce, è necessario partire dalle piccole cose, dai piccoli passi quotidiani. La vita è un cammino che passa inevitabilmente dalla notte, dalle tenebre, dai tentennamenti, dagli smarrimenti, dalle paure, dai dubbi, da tutto ciò che ci può ostacolare nel vedere la Luce. Eppure, questo cammino ha bisogno di essere illuminato, giorno dopo giorno». Durante il momento di condivisione, Ileana ci consegna queste parole: «io spero, credo, mi fido e mi affido, perché desidero essere figlia della Luce e per esserlo è necessario che io tenga accesa la mia lampada. Per farlo, dobbiamo alimentare la nostra lampada con l’olio dell’amore, del coraggio, dell’aprirsi all’altro, del dialogo e dell’ascolto, ma soprattutto con l’olio della fiducia». Infine, conclude Ileana: «ricordiamoci di fare attenzione ai segni che Dio pone sulla nostra strada, per non perdere l’occasione di cogliere la sua presenza nella nostra quotidianità. Questo è un tempo in cui è essenziale custodire e custodirsi, arricchire e arricchirsi, vegliare e desiderare quell’unica Luce che è Gesù, che è verità e amore autentico».

Gaetano, 28 anni, appena laureato in giurisprudenza, afferma: «questo tempo di Avvento deve essere per noi questo: un tempo per preparaci ad accogliere ancora una volta la Verità che viene nel buio e nel freddo di una misera mangiatoia, cambiando una volta per tutte la Storia del mondo!»

Alla fine della giornata, abbiamo ringraziato di cuore sr. Fabrizia, per i tanti spunti di riflessione che ci ha donato ma, soprattutto, per averci fatto sentire fraternità in cammino, nonostante questi ultimi tempi che limitano la vicinanza fisica ma, sicuramente, non quella spirituale!

«Sulla grotta di Betlemme il cielo è aperto e il volto di Dio “Padre” appare in tutto il suo splendore. Nella grotta di Betlemme porte e finestre sono spalancate; entrano i Magi, entrano i pastori, entra ogni uomo. Nulla è chiesto. Ognuno è atteso. Entriamo anche noi»

Con queste parole di don Andrea Santoro, auguriamo a tutti voi un buon cammino di Avvento!

 

* Articolo pubblicato su Toscana Oggi del 6 dicembre 2020 (file pdf)

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